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Bergson

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Bergson La denuncia dei limiti della scienza  Henri Bergson, che è considerato uno dei maestri del pensiero nella cultura francese e nella filosofia europea continentale. Bergson ritiene che la scienza non riesca a comprendere il concetto di tempo, poiché semplifica la realtà e la immobilizza, limitandosi alla logica del calcolo. Egli propone di riaffermare la dignità della filosofia e di utilizzare un'intelligenza intuitiva per cogliere la dinamica del reale, in modo da comprendere la singolarità dei fenomeni della storia e dell'esistenza. L'analisi del concetto di tempo  Bergson analizza il concetto di tempo nella scienza e rileva che, secondo questa visione, il tempo è una successione misurabile di istanti uguali, rappresentata dall'orologio. Tuttavia, il filosofo sostiene che esiste anche il tempo della coscienza, che è un flusso continuo in cui passato, presente e futuro si fondono e si compenetrano, grazie alla memoria e all'anticipazione. In questo tempo, le ...

Freud

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Freud L'enorme rilevanza della psicoanalisi  Sigmund Freud è il fondatore della psicoanalisi, disciplina che ha avuto un grande impatto sulla cultura, l'arte e la scienza nel XX secolo. La psicoanalisi rappresenta la terza grande rivoluzione occidentale dopo quelle di Copernico e Darwin, poiché ha radicalmente trasformato l'immagine dell'io, della coscienza e della personalità umana, rivelando l'esistenza dell'inconscio come una zona impenetrabile alla ragione. La formazione di Freud La psicoanalisi si differenzia dalla psichiatria dell'epoca, che cercava di spiegare la sofferenza mentale come conseguenza di lesioni cerebrali. Freud si forma a Vienna, frequentando il liceo e la facoltà di medicina, dove si interessa alle scienze naturali e alla dottrina di Darwin. Dopo la laurea in medicina, inizia a lavorare in vari laboratori di ricerca, approdando al reparto di malattie nervose dell'ospedale di Vienna. Qui, tra l'altro, sperimenta la cocaina, ma d...

Nietsche

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Nietzsche Nietzsche e la crisi delle certezze filosofiche Lo sguardo critico verso la società del tempo Nietzsche è considerato l'interprete più acuto della crisi della civiltà occidentale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Egli percepisce l'incertezza e la precarietà dell'essere umano nell'epoca della scienza e della tecnologia, che indeboliscono la fiducia nella cultura. Nietzsche si forma in un periodo dominato dal positivismo e dal socialismo iniziale, che egli considera negativamente come segni di una massificazione della società che porta all'omologazione e alla perdita dell'identità individuale. Egli è insofferente per la società di massa e per le filosofie che ne esaltano i tratti più emblematici come il positivismo, il marxismo e il socialismo. Il pensiero di Nietzsche affonda le sue radici nella sua formazione classica e nei tratti originali della sua personalità. L'ambiente familiare e la formazione Nietzsche è descritto ...

Kierkegaard

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Kierkegaard Le possibilità e le scelte dell’esistenza Gli anni tormentati della giovinezza  Søren Kierkegaard è un filosofo danese considerato il precursore dell'esistenzialismo, che ha concentrato la sua riflessione sul problema dell'uomo e dell'esistenza. Cresciuto in una famiglia tormentata dal senso di colpa, il giovane Kierkegaard ha sviluppato una concezione negativa dei rapporti umani e della vita in generale. Dopo un fidanzamento fallito con Regina Olsen, Kierkegaard ha compreso l'importanza di mettere Dio al primo posto nella sua vita. La ricerca filosofica come impegno personale Il giovane Kierkegaard si dedica alla filosofia e alla letteratura per venire a capo della sua condizione spirituale. Si laurea con una tesi in cui critica l'ironia dei romantici e apprezza quella socratica come mezzo per condurre gli uomini alla consapevolezza della drammatica serietà della vita. Kierkegaard vede in Socrate un modello per la necessità della scelta e l'indagine...

Schopenhauer

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Schopenhauer La nuova sensibilità filosofica La riflessione sulla condizione umana e l'analisi delle possibili vie per alleviare la sofferenza sono temi affrontati da Schopenhauer e Kierkegaard, autori fondamentali della filosofia sistematica della prima metà dell'Ottocento. Con la loro visione pessimista, essi anticipano idee che saranno riprese nel Novecento e si rendono interpreti raffinati e sensibili delle inquietudini dell'epoca. La loro analisi coglie una nuova attenzione per il singolo e il suo destino, e si fa strada l'idea che la realtà non sia tutta razionale. Cambia anche la considerazione del soggetto del sapere, che non è più un ente astratto, ma un soggetto concreto, "incarnato". Con questi pensatori cambia profondamente il ruolo stesso della filosofia, che diviene approfondimento della finitezza della condizione umana e tentativo di liberazione dai pregiudizi che ne condizionano la comprensione. La ragione non viene esautorata, ma se ne mette i...

Il sistema capitalistico e il suo superamento

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Il sistema capitalistico e il suo superamento la critica all'economia politica classica Marx ritiene che la vera comprensione della società moderna si possa ottenere soltanto spiegando i meccanismi economici che la determinano. Ehi nel capitale Marx intende analizzare tali meccanismi individuare la legge economica del movimento della società moderna al fine di prevederne e favorirne la trasformazione L'analisi della merce Il capitale si apre con l'analisi della merce che secondo Marx ha un duplice valore, un valore d'uso e un valore di scambio. il valore d'uso consiste nel fatto che ognuno di essi ha una qualità specifica grazie alla quale appaga un bisogno umano. il motivo per cui possono essere scambiati risiede nel fatto che le merci oltre al valore d'uso possiedono un valore di scambio che le rende confrontabili ed equiparabili sia pure in differenti proporzioni. Valore= lavoro. merci differenti per qualità e quantità possono essere scambiate in quanto prese...

Karl Marx

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  Marx L'analisi della religione Marx apprezza l’analisi filosofica svolta da Feuerbach, la posizione Feuerbachiana però risulta insufficiente per Marx, perché non riesce a spiegare veramente l'origine dell'alienazione religiosa, ossia perché gli uomini tendono a creare Dio, proiettando in un essere trascendente le loro qualità fondamentali e cioè quelle che costituiscono l'essenza stessa dell'umanità. Secondo Marx gli uomini sono portati a trasferire il proprio essere in un principio religioso esterno perché stanno male nella realtà in cui sono costretti a vivere. Nella religione, infatti, si riflette il bisogno di consolazione dell'uomo sofferente e oppresso nella vita sociale. La religione è dunque la coscienza capovolta del mondo e nello stesso tempo l'oppio del popolo. Al contrario di Feuerbach per Marx non è la religione che favorisce l'instaurarsi della dipendenza e dello sfruttamento, ma è la condizione di sfruttamento che fa sì che l'uomo cr...